pope

critica

Aldo Colò, 2002

Scrivere una testimonianza mi fa così ad andare a circa trent’anni fa quando mi recavo a Portogruaro dove Turchetto stampava manualmente serigrafie. Allora il mio interesse era volto alla linea retta e al colore puro e quella tecnica mi sembrava particolarmente adatta a realizzare quanto avevo in testa. Fu allora, proprio in quella piccola stamperia, che incontrai Pope, il quale, oltre a stampare opere sue, dava, una mano.

Fui colpito dalla sua giovialità, che tuttavia lasciava spazio ad una certa aggressività come (almeno credo) riverbero delle azioni e dei pensieri del ‘68; aggressività poi trasfusa nel colore e nello strappo, nella sua opera di pittore.

Era giovane e con un futuro davanti. Fummo subito amici, e anche se la distanza non permise grandi frequentazioni, ogni ritrovarci è stato (ed è) come se ci fossimo lasciati il giorno prima. Spesso assieme abbiamo bevuto il vino di coloro che non hanno nulla da nascondere e spesso pensato all’idea che ci ha fatto pittori.

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