pope

critica

Ennio Finzi, 2002

Rispondo con piacere all’invito di rivolgere un pensiero, una breve riflessione sull’amico e collega Pope, in occasione di una sua mostra personale alla galleria Ai Molini della città di Portogruaro. Lo faccio subito e ben volentieri. E mi riesce perfino facile esprimermi sull’uomo Pope, tanta è la stima e la simpatia che provo per lui, non altrettanto facile mi risulta però farlo sull’uomo pittore e vedremo poi il perché.

Dico subito che è uomo di fine cultura, comunicativo e spesso estroverso - preso per il verso e il momento giusto - almeno sino a che non si tocca il tasto pittura, allora diventa un altro cambiando immediatamente registro e tutta la sua amabilità ed eleganza lasciano il posto ad una perentorietà di pensiero, che chiude ogni spazio al gioco possibilistico dei linguaggi.

Da questo momento, Pope diventa solo se stesso e cioè uomo difficile, perfino a volte urtoso e lo dico in senso buono naturalmente, arroccato su principi assoluti, certi, immodificabili, dogmatici.

Una certa resistenza che provo nei suoi riguardi, e lo dico sorridendo, sta proprio qui: egli non ha dubbi, la verità è una soltanto, assoluta, come la geometria dei suoi pensieri plastici. È una certezza che oramai persegue da molti anni, irreversibilmente e orchestrata su un’impalcatura mentale rigida, precisa, inflessibile ad ogni possibile alito esterno e di natura altra che non sia la sua.

Invidio questa sua sicurezza perché è la sua forza e forse la mia debolezza. Del resto, e per come lo conosco, tutto il suo percorso di pittore risponde fedelmente a questo principio e cioè di massima coerenza stilistica in cui la ragione mai cede il posto a qualche seppur devianza, tanto meno se di natura sensibile. Ecco, la sua sensibilità è soltanto quella del logico, del matematico, del razionalista per eccellenza, esattamente come le sue scansioni plastiche, spazialmente e millimetricamente perfette, immodificabili come l’evento del solo ragionamento e mai dell’ispirazione.

Nonostante tutto, Pope si crede un poeta: non lo è!
Forse è qualcosa di più.

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